Figli della Shoah a Fane

Abbiamo letto libri e articoli di giornali, guardato film e cartoni; abbiamo riflettuto e discusso, ascoltato e pensato; abbiamo cantato, disegnato e colorato: tutto questo durante la settimana dedicata alla Memoria. La conclusione del percorso è stata speciale: l’incontro con dei rappresentanti dell’Associazione “Figli della Shoah”. I signori che ci hanno parlato sono figli o nipoti di chi ha vissuto in prima persona l’inferno della persecuzione: alcuni, pochi, sono riusciti a tornare dai campi di sterminio e a raccontare quel male feroce perché non si ripeta mai più. I sopravvissuti della Shoah hanno voci potenti e preziose, da ascoltare e su cui meditare. E questo è quello che abbiamo fatto venerdì 6 febbraio: attenzione e partecipazione erano al massimo, tanto da meritare i complimenti dell’Associazione.
La cosa speciale è che proprio venerdì era anche la giornata dei calzini spaiati: il modo migliore per sottolineare ancora una volta che la diversità è una ricchezza e nessuno è migliore di un altro.

Bambini e insegnanti del Plesso di Fane

Figli della Shoah

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